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Bat-Tech per Jeffrey Gibson: il polistirolo alla Biennale di Venezia

Bat-Tech ha collaborato nella realizzazione dell’opera “The space in which to place me”, presente alla Biennale di Venezia. L’opera è la prima esposizione personale di un artista indigeno nel padiglione americano. La struttura rossa Bat-Tech è stata realizzata con polistirolo, legno e metallo. L’inaugurazione ha incluso l’esibizione di danza jiingle dress di Sarah Ortegon, con la struttura al centro della scena.

L’opera d’arte: the space in which to place me

Se è vero che l’arte è una forma di espressione umana dove ogni disciplina artistica usa i propri strumenti, allora in questo progetto Bat-Tech ha agito come il pennello di Jeffrey Gibson. Ad aprile, l’artista ha presentato alla Biennale di Venezia l’opera “the space in which to place me”: un’esplosione di colore e significato.

Gibson è il primo artista indigeno a rappresentare gli Stati Uniti d’America alla Biennale dell’arte di Venezia con una mostra personale, in 94 anni di padiglione americano.

All’inaugurazione, tenutasi il 18 aprile, si è svolta una performance dal vivo di danzatrici jiingle dress, fancy dress e danze tradizionali. Sarah Ortegon, insieme a 22 danzatrici, 3 cantanti e suonatori si è esibita salendo e circondando la struttura rossa realizzata da noi.

La progettazione: la struttura rossa in polistirolo

Un’insieme di piedistalli di diverse altezze formano la nostra vigorosa struttura rossa. Combinando materiali quali polistirolo, legno e metallo, abbiamo creato un palco che fungesse da elemento d’apertura in quella che è la visione inclusiva e al contempo radicale di Gibson.

Per la progettazione dell’opera tridimensionale in polistirolo, i nostri esperti hanno reinterpretato le linee guida rappresentate in un file 3D. Affinchè l’opera potesse essere inclusa nell’esibizione di danza jingle dress, era necessario che fosse solida. I professionisti Bat-Tech hanno quindi inserito una struttura metallica interna, per assicurare la robustezza dell’opera, nonchè la sicurezza dei performer.

La lavorazione: il polistirolo, un materiale duttile

La prima fase di lavorazione si focalizzava nella fresatura del polistirolo e del legno. Questo passaggio è stato il più delicato nel processo. Per avere un’elevato grado di precisione nel lavoro, i professionisti Bat-Tech si sono affidati a Walter, il macchinario più sofisticato per la fresatura tridimensionale. Successivamente, al fine di realizzare un’opera salda e sicura nella sua totalità, gli esperti hanno proseguito con la saldatura delle parti in metallo e la loro unione al resto dell’opera.

Una volta accertata la robustezza della struttura, la composizione è stata rivestita in vetroresina per conferirle una maggiore durabilità. Infatti, l’esposizione si protrarrà oltre l’estate e fino a novembre.

Il passaggio finale per la realizzazione dell’opera in polistirolo è stata la verniciatura. Per conferire alla scultura una texture più ruvida, è stata applicata della sabbia sulle sue superfici, per poi essere coperta dalla vernice rossa, elemento distintivo dell’intera esibizione artistica di Gibson.

L’ultimazione: il polistirolo come una tela

L’opera finale è un placo con una struttura di dimensioni 5,5 x 5,5 x 3,1 metri, tinto di rosso e ricoperto di sabbia. La struttura è stata progettata per essere sezionale, in modo che fosse possibile trasportarla ed installarla senza complicazioni. Sebbene ogni fase presentasse le sue difficoltà, gli esperti Bat-Tech sono riusciti a superare ogni sfida e permettere all’artista di esprimere la sua visione.

Conclusione

La squadra Bat-Tech è orgogliosa di aver avuto la possibilità di contribuire a questo progetto, pensato come “una macchina dove le persone entreranno e ne usciranno cambiati” (come definito dallo stesso Jeffrey Gibson).

Vi invitiamo ad approfittarne e visitare l’opera in esposizione alla Biennale di Venezia fino a novembre: condivideteci le vostre foto e fateci sapere cosa ne pensate della nostra scultura in polistirolo!

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